Carta

Burgo, l’evoluzione del trattamento acque

Burgo Group ha investito a Villorba in un nuovo trattamento di depurazione di matrice biologica, capace di rendere il processo ancora più efficace e di ridurre i consumi energetici. L’obiettivo è una riduzione del prelievo di risorse idriche superficiali e il riutilizzo delle acque,rispettando il grado di depurazione e qualità previsto dalla normativa

Presso lo stabilimento di Villorba, Burgo Group ha raggiunto un nuovo traguardo nel trattamento delle acque reflue. Protagonista la tecnologia MBBR, acronimo di Moving Bed Biofilm Reactor, in pratica un sistema di depurazione biologica che permette di ridurre i consumi energetici e i volumi occupati, migliorando al tempo stesso l’efficienza complessiva del processo. Questa iniziativa scrive un nuovo capitolo nella strategia ESG GO 2030 di Burgo Group, nell’ambito delle tematiche della circolarità, rifiuti e riciclo delle acque.

«L’acqua è una risorsa fondamentale nella produzione della carta e anche un patrimonio collettivo prezioso per tutti gli ecosistemi: il Gruppo Burgo ha perciò intrapreso politiche di riduzione del consumo grazie al riciclo idrico», racconta Marco Pietro Errani, direttore dello stabilimento Burgo di Villorba. «L’obiettivo è quello di investire nella riduzione del prelievo di risorse idriche superficiali e riutilizzare le acque nel processo di produzione della carta, rispettando il grado di depurazione e qualità previsto dalla normativa vigente».

Da tempo, per Burgo Group, la tutela dell’ambiente rappresenta un impegno imprescindibile, capace di aggiungere valore alle attività di business. «Il tema della circolarità della risorsa idrica rappresenta uno dei pilastri del programma di sostenibilità di Burgo Group denominato GO 2030 Growing Sustainably. In tale ambito, il Gruppo ha avviato non solo azioni volte a migliorare la qualità delle risorse utilizzate, ma anche strategie mirate a ridurre l’uso di acqua fresca: l’intervento realizzato nel sito di Villorba rientra in pieno in tale ambito».

Protagonista la tecnologia MBBR

Il nuovo trattamento di depurazione a Villorba è di matrice biologica e sfrutta la tecnologia MBBR, reattore a biomassa adesa a letto mobile. Errani spiega come si è arrivati alla sua scelta e quali sono state le sfide affrontare nella sua adozione.

«Si tratta di un sistema avanzato con tecnologia MBBR (Moving Bed Biofilm Reactor), in cui l’acqua reflua entra in contatto con colonie eterogenee di microrganismi che aderiscono alla superficie di supporti solidi inerti a elevata superficie specifica protetta (carrier)», commenta il direttore dello stabilimento. «L’impianto si compone di due reattori che lavorano in parallelo, ciascuno da 1170 m3. Ogni reattore contiene 300 m3 di carriers la cui superficie totale utile è di circa 200.000 m2; per dare un’idea, tale superficie è pari a quella che avrebbero 28 campi da calcio. La biomassa, responsabile delle reazioni biologiche di rimozione degli inquinanti, si sviluppa sui carrier rendendo il tempo di residenza cellulare (età del fango) svincolato dal tempo di residenza idraulico. Si raggiungono così elevate concentrazioni di biomassa in volumi ridotti che rendono il processo altamente efficace e compatto. L’impianto è dimensionato per gestire portate in ingresso fino a 600 m3/h. Queste sono le principali considerazioni che hanno guidato la scelta e l’adozione di tale tecnologia».

Oltre a rappresentare un nuovo e importante tassello nella strategia green di Burgo Group, il nuovo sistema presenta il merito di migliorare al tempo stesso le performance dei processi industriali, sposando sostenibilità ed efficienza. «Il nuovo impianto di Burgo a Villorba consente migliori performance dei processi, grazie alla maggiore flessibilità nella gestione dei carichi organici. Questo permette allo stabilimento di operare con maggiore affidabilità nella gestione delle nuove richieste di mercato che necessitano sempre più spesso di campagne produttive con numerosi cambi di prodotto e al passaggio di alcune categorie di produzione da carte grafiche a speciali, che esigono numerosi lavaggi tra le diverse tipologie di produzione. Altro tema importante è la riduzione dei consumi idrici specifici, attualmente in fase di monitoraggio dopo l’installazione del nuovo sistema a Villorba».

Sostenibilità fa rima con responsabilità

Alla luce di tale investimento, Burgo Group ora si è dotata di un prezioso strumento in più per raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi di efficienza energetica e sostenibilità. «Burgo Group crede in un modello di sviluppo sostenibile e opera per coniugare la crescita economica con la responsabilità sociale e con il rispetto per l’ambiente», rimarca Errani. «Non si tratta di un modello astratto: sostenibilità e responsabilità stanno concretamente nelle azioni di chiunque lavori all’interno del Gruppo e per rendere più evidente e visibile questo nostro approccio abbiamo dato vita a GO 2030, il progetto dedicato alla strategia ESG di Burgo Group. In tale ambito, il Gruppo ha definito ambiziosi obiettivi da raggiungere entro il 2030, tra cui una riduzione del 45% dell’intensità emissiva di CO2 (riferita a Scope 1 e Scope 2), un aumento del 40% di energia proveniente da fonti rinnovabili, una riduzione del 13% dei consumi idrici specifici (i dati indicati sono da considerare rispetto al 2021). Lo stabilimento di Villorba rientra nel progetto di sostenibilità di Burgo per il raggiungimento di tali obiettivi di Gruppo».

A tal riguardo, è già possibile segnalare alcuni risultati raggiunti in termini di produttività, efficienza energetica e sostenibilità grazie al nuovo sistema. «Il più importante risultato raggiunto, nel primo periodo di esercizio del nuovo impianto, è rappresentato dall’indicatore relativo ai kg di COD (domanda chimica di ossigeno) scaricati per tonnellata di carta prodotta. Il monitoraggio eseguito durante la fase di messa a regime dell’impianto ha già dato ottimi risultati; a titolo di esempio, il livello di emissione di COD associato alla BAT 50 è stato ridotto di circa sei volte rispetto al 2023».

Inoltre, l’investimento nella tecnologia MBBR si integra virtuosamente con la precedente installazione di una torre di raffreddamento dedicata alla chiusura del ciclo delle acque. «Dal febbraio 2024 è operativa, nello stabilimento di Villorba, una torre di raffreddamento dedicata alla chiusura del ciclo delle acque a servizio delle pompe del vuoto. La torre, con flusso in controcorrente e a tiraggio indotto, è composta da due celle con riempimento splash ibrido, ed è dimensionata per il trattamento di 220 m3/h. Tale impianto ha portato finora ad una riduzione di 1.6 volte nell’utilizzo di acqua fresca totale necessaria nel processo di produzione della carta, lasciando ancora margini di miglioramento. La tecnologia MBBR, associata con il buon funzionamento della torre di raffreddamento, contribuirà alla riduzione del quantitativo di acqua fresca, assicurando un elevato standard di qualità nell’acqua allo scarico in corpo d’acqua superficiale».

In virtù dei nuovi investimenti a favore della sostenibilità, Burgo Group ha riservato la massima attenzione nel supportare la crescita interna della cultura green. Un impegno riconosciuto come un valore aggiunto dal mercato. «A livello aziendale, ogni investimento legato all’ottimizzazione e gestione degli aspetti ambientali viene descritto a tutti i lavoratori tramite i canali di comunicazione interna (per esempio GO Magazine, intranet), con lo scopo di aumentare la sensibilità e la consapevolezza su tali temi. Educare al consumo, investire su innovazione e tecnologia, cambiare la mentalità sono gli strumenti che ha Burgo Group per agire sul presente e salvaguardare il futuro».

D’altra parte, oggi la sostenibilità informa e colora di sé a tutto tondo le strategie di mercato di Burgo Group, divenendo un vero e proprio asset. «Burgo Group si pone come un player nel mercato della carta, che fa della sostenibilità un valore integrato nel proprio modello di business. Il contesto attuale pone i temi della sostenibilità, del cambiamento climatico e della decarbonizzazione come elementi fondamentali della gestione di impresa, si tratta infatti di valori che non possono mancare proponendosi al mercato».

Proprio per questa ragione, Burgo Group è sempre attenta e pronta nel valutare ulteriori investimenti in riferimento al tema del trattamento delle acque. «Il tema dell’utilizzo e del trattamento delle acque rimane cruciale nelle politiche di sostenibilità di Burgo e del sito di Villorba. In azienda è attivo uno specifico gruppo di lavoro che sta lavorando allo scouting e all’identificazione di possibili applicazioni che hanno come finalità la riduzione dei consumi idrici. Per il sito di Villorba», anticipa Errani, avviandosi alla conclusione, «si stanno studiando, ad esempio, progetti di ottimizzazione degli spruzzi in macchina continua, il riutilizzo acque del polidisk (impianto per la separazione fibra/acqua) e la sostituzione dei dispositivi di tenuta di alcune pompe».

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